Home Approfondimenti La città dei festival che fa cultura

La città dei festival che fa cultura

Era la città dei Gonzaga, è diventa­ta la città dei festival. Da culla del Ri­nascimento decaduta a rinata capita­le della cultura, capace di attirare quasi 500mila visitatori l’anno. Dietro al rilancio di Mantova, per lungo tempo a margine degli itinera­ri nelle città d’arte, c’è il «Festivalet­teratura», la kermesse che 13 anni fa ha inaugurato un nuovo modo di fa­re cultura: più incontri ravvicinati con autori diversi ambientati in luo­ghi suggestivi e in contemporanea, in modo da indurre il pubblico a una scelta, a prenotare il biglietto in anti­cipo e a ritagliarsi il proprio percor­so. «All’inizio sembrava un progetto folle. Gli editori ci mettevano in guardia: noi — dicevano — organiz­ziamo una presentazione alla volta, gratuita, e vengono poche persone», ricorda Marzia Corraini, ideatrice del­la manifestazione con il marito e un gruppo di amici (soprannominati i «Fantastici otto»). Invece il tempo le ha dato ragione e il loro è diventato il festival più imitato d’Italia. Sul suo modello sono nate 1.200 iniziative a tema nella penisola, di cui 200 lette­rarie. Solo a Mantova sono sorti i fe­stival della danza, dei bambini, del teatro, e il nuovo «festival delle pas­sioni» dedicato all’enogastronomia che debutta a luglio. «Mantova ora è un luogo ricono­sciuto, come Spoleto» gongola Cor­raini, alla testa dell’omonima casa editrice. «Ci ha guidato l’idea della Mantova dei Gonzaga: portavano scrittori e artisti e la città si muoveva attorno alla cultura».

Da allora il «Fe­stivaletteratura» ha vissuto un’asce­sa continua: si è passati dalle 17 mila presenze della prima edizione nel 1997, alle 70 mila dell’ultima. Un vo­lano che ha rilanciato il turismo cul­turale nella città, accolta lo scorso lu­glio tra i Patrimoni dell’umanità del­l’Unesco. Basti pensare che negli ulti­mi due anni le presenze turistiche a Mantova e provincia sono continua­te a crescere (+10% nel 2007 e +7% nel 2008) in controtendenza rispetto al calo del turismo in Italia (-10%) e in particolare alla media negativa nelle città d’arte (-2%), fa sapere l’as­sessore provinciale alla Cultura e al turismo Roberto Pedrazzoli, antici­pando i dati Istat che verranno uffi­cializzati a giugno. «Ma sia chiaro — precisa Corraini —: non abbiamo dato vita a questo festival per promuovere il turismo culturale, ma per parlare di libri e dif­fondere cultura».

La cosa interessan­te è che la manifestazione ha funzio­nato meglio di qualsiasi operazione di marketing e a costi decisamente più ridotti. Lo ha calcolato Guido Guerzoni, docente di economia delle istituzioni culturali alla Bocconi di Milano, e autore di «Effettofestival», primo studio sull’impatto economi­co delle kermesse culturali italiane: in sintesi, se il festival investe uno al­la città torna indietro 10 volte tanto (nel 2006, 1,4 milioni di euro spesi hanno «reso» oltre 14 milioni). Non a caso in questi ultimi anni nei din­torni di Mantova è stato tutto un fio­rire di bed&breakfast e agriturismo. Il festival ha permesso di scoprire e vivere spazi della città estranei ai circuiti turistici tradizionali. Come piazza san Leonardo, prima conside­rata una zona dormitorio di perife­ria, ora piena di mercatini. O alcune aree di Palazzo Ducale: riscoperte at­traverso il festival, sono state inseri­te nelle visite. Tra gli altri luoghi «nuovi», il percorso dei giardini pri­vati delle case mantovane, Campo Canoa al di là del lago, che ha fatto innamorare lo scrittore cubano Se­nel Paz.

 

Seleziona un paese

Curtatone

Partner

aikal

Mantova Bed and Breakfast - B&B - B & B - Affitta Camere: la migliore ospitalità in famiglia a Mantova e provincia - info@mantovabedandbreakfast.it - Mantova Link

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web il visitatore dichiara di accettare e acconsentire utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso espressi in questa pagina.

Dichiaro di accettare utilizzo dei cookies per questo sito.